La scuola dell’infanzia è un servizio educativo rivolto a tutte le bambine e a tutti i bambini
della seconda infanzia. La scuola dell’infanzia rappresenta ormai da tempo, con una propria
specifica riconosciuta identità e con una propria irrinunciabile autonomia educativa, il primo
momento del sistema formativo scolastico.
La scuola dell’infanzia collabora con la famiglia o con chi ricopre la funzione genitoriale, con gli
altri servizi scolastici, con i servizi socio-sanitari di territorio, nell’assicurare la formazione e lo
sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei bambini nella prospettiva di un’educazione attenta a
garantire ad ognuno il diritto all’uguaglianza e il diritto alla diversità. Per questo, mentre valorizza
le differenze di genere, di razza, di religione, di lingua, di cultura e di gruppo sociale, si preoccupa
al massimo delle sue possibilità di rimuovere ogni forma di disuguaglianza e di discriminazione attraverso la promozioni di un graduale avvicinamento di tutti bambini ai saperi dei diversi sistemi
simbolico-culturale: un avvicinamento perseguito attraverso modalità didattiche e flessibile.
OBBIETTIVI DELLA SCUOLA DELL'INFANZIA
La scuola dell’infanzia deve muoversi, come peraltro ha generalmente fatto in questi ultimi anni,
secondo le seguenti prospettive.
- potenziare tutti gli aspetti della personalità di ogni bambino. Questa prospettiva deve essere
perseguita attraverso un intervento pedagogico e didattico che tenga conto anche dei rapporti
con tutti i luoghi, esterni alla scuola, in cui i bambini vivono situazioni di apprendimento;
- progettare e realizzare ambienti educativi in cui ogni bambino abbia la possibilità di
esprimere realmente i suoi diversi bisogni e di trovare stimolo e sostegno nella ricerca delle
risposte per lui più adeguate.
- qualificare tali ambienti educativi secondo scelte progettuali e modelli di intervento capaci di
assicurare un clima educativo orientato alle dimensioni del gioco, della promozione della
creatività, dell’attenzione ai ritmi individuali di sviluppo nel rifiuto di ogni precocismo, di ogni
logica di acritico addestramento rispetto alla scuola successiva e più in generale rispetto alle
richieste del mercato;
- riconoscere, sostenere e valorizzare le caratteristiche culturali e personali che definiscono
l’identità individuale di ogni bambino, prevenendo e rimuovendo gli ostacoli che possano
impedire o limitare la piena affermazione delle motivazioni e capacità individuali;
- elaborare così una cultura del rispetto dell’infanzia, realizzando, tra l’altro, occasioni di
confronto tra genitori e insegnanti secondo modalità di gestione sociale che facilitino anche
l’accettazione delle differenze (di cultura, di comportamento, di lingua…).
I CAMPI DI ESPERIENZA
La logica dei campi di esperienza individuati in:
- Corporeità
- Comunicazione (anche L 2)
- Educazione alla religiosità
- Ambiente
- Logico-matematica
interpreta gli assi formativi nella scuola dell’infanzia privilegiando le dimensioni
dell’interazione, della connessione disciplinare, della complessità…
Successivamente, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado saranno le
“discipline” a farsi carico della specificazione e della traduzione operativa degli assi formativi
stessi con le loro particolari epistemologie (contenuti, linguaggi, strumenti di indagine), ma in
una logica di evidente “ continuità ” con l’ esperienza educativa pregressa.